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IL NOME

L’etimologia più diffusa del nome Hecate la fa derivare da Hekatos, un oscuro epiteto di Apollo che è stato tradotto in vari modi come “che opera/colpisce da lontano”.

Secondo altre fonti il nome deriverebbe dal termine greco per “desiderio, volere” in riferimento al suo potere di avverare i desideri dei mortali.

Per altri ancora il suo nome avrebbe la stessa radice della parola greca “cento”, che allude alle molte forme che lei può assumere.

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ORIGINI E CARATTERISTICHE:

Nella civiltà greca: le sue origini sono antecedenti al pantheon greco, è descritta come figlia di Erebo e Notte nella tradizione più antica e come figlia di titani, Perse ed Asteria, nella Teogonia di Esiodo.E’ rappresentata con tre corpi perché tre sono i destini dell'anima umana secondo i Suoi insegnamenti: il Giardino, dove la Dea danza selvaggiamente e si inebria di gioia con i morti meritevoli, il Tartaro o la reincarnazione in un essere umano e il mondo di luce opaca.

Nella civiltà egizia: è riconoscibile come la dea Hequit, o Heket oppure Hekat, dea levatrice dalla testa di rana, che sovrintende ai misteri e ai riti della nascita, alla morte e alla rinascita.
L'archeologa Marija Gimbutas la descrisse così nei suoi studi: “In lei si incarnavano i poteri della dea della morte e della  rigenerazione, essendo le sue funzioni sia di portare alla morte sia di  ristabilire la vita”.
Amuleti a forma di rana venivano spesso posti sui cadaveri per trasferire  ad essi il potere della rinascita.

 

ICONOGRAFIA TRADIZIONALE

Le prime rappresentazioni di Ecate sono singole e non triplici, mentre fin dai tempi antichi era legata ai crocicchi, ai trivi.
Alcuni ritratti del periodo greco classico mostrano la dea in forma triplice mentre regge una torcia, una chiave e un serpente. Altri continuano a rappresentarla in forma singola, spesso nell'atto di reggere una o due torce.
Negli scritti esoterici greci, di derivazione egiziana, con riferimento a Ermete Trismegisto, e nei papiri di magia della Tarda Antichità è descritta come una creatura a tre teste: una di cane, una di serpente e una di cavallo

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SIMBOLI

- I crocevia: qualunque incrocio, in particolare quello di incontro di tre vie, è a lei sacro ed un tempo vi erano edificate edicole ed effigi in suo onore.  Molte credenze e rituali di derivazione contadina approdano nella loro fase culminante proprio nei crocevia e ai trivi. Proprio in questi luoghi si portano le offerte in suo onore.
Poste agli incroci di tre strade, le statue di Hecate proteggevano i viandanti, aiutandoli a scegliere il percorso giusto e ad individuare i passaggi meno rischiosi. Ecco perché in alcune rappresentazioni la dea ha addirittura tre teste, ognuna che guarda in una diversa direzione. E’ la divinità delle scelte in totale libertà.

- La torcia: è uno dei suoi attributi fondamentali, luce che illumina le tenebre, sapienza divina, essenza divina di luce. La torcia di Hecate serve a illuminare le anime nel loro passaggio dalla luce all'oscurità, ma anche ad accendere la scintilla della vita per farla uscire dalle tenebre

- Il coltello: appare in molte rappresentazioni, forse associato al suo ruolo di levatrice (per tagliare il cordone ombelicale), ma è associato anche al suo ruolo di accompagnatrice nella morte, dove taglia i legami fra il corpo fisico e lo spirito

- La chiave:  è un attributo significativo di Hecate guardiana delle soglie. Hekate Kleidoukoz (Kleidoukos) è “Colei che tiene la chiave” che controlla il passaggio dal mondo della superficie al mondo ctonio dell'Ade, dal regno del conosciuto a quello dello sconosciuto

Animali:

- Il serpente associato all’idea del labirinto: il serpente è l’animale della rigenerazione per il suo cambio di pelle. Nel cosiddetto Oracolo caldeo, edito ad Alessandria, la Dea era associata al simbolo noto come ruota di Hecate, con forme serpentine che disegnano una figura labirintica a tre direzioni. Triplicità, vita morte e rinascita, rinnovamento e altri dei suoi significati sono racchiusi in questo simbolo.

- Il cane: simbolo dell’Oltretomba, antica guida per i morti. 

- Il cavallo

- Il gatto nero

- La civetta

- Il dragone: il suo carro è infatti trainato da dragoni.

Pianeti

- La luna calante: Hecate, vista come rappresentante la fase calante della luna, ci reca l'immagine della donna nell'età che coincide con la menopausa e la post-menopausa. Contrariamente a quanto si pensa delle donne anziane, questa è una fase della vita in cui vi è saggezza, capacità introspettiva, ma anche indipendenza e potere sessuale e creativo. L’aver vissuto la pienezza della vita permette di abbandonarsi all’oscurità e alla trasformazione, accogliendo il mistero della morte. Si entra nella fase delle vita in cui è possibile, finalmente libere dai ritmi produttivi della giovinezza, sviluppare il lato magico, lasciando finalmente emergere la sciamana, la donna medicina o la guaritrice di campagna che è presente in ognuna di noi.

 

Piante:

- Pioppo nero

- Salice

 

POTERI

- Le ‘parole di potere’ (o incantesimi): Hecate dà voce ad un intento in modo che gli effetti si manifestino immediatamente dopo che esso ha lasciato le labbra di chi lo esprime.  

- L’onniscienza: Lei conosce passato, presente e futuro di ognuno.

- Il collegamento fra mondo dei morti e dei vivi: è connessa ai concetti di morte e rigenerazione conseguentemente alla sua associazione con Persefone. E’ suo compito infatti accompagnare le anime nel regno dei morti, ma lei fa anche il percorso inverso, cioè conduce dalla morte alla vita e sin dalla nascita illumina la strada nell’oscurità, dunque rappresenta anche il coraggio di avventurarci dove non conosciamo la strada, il coraggio di andare oltre i nostri limiti.

- L’arte della divinazione: dona agli umani sogni e visioni che, se correttamente interpretati, portano grande chiarezza.

 

CELEBRAZIONI

Hecate veniva onorata un simulacro formato da tre maschere con riti mensili di purificazione detti “banchetti di Hecate” in cui si servivano simbolicamente uova.
Date e momenti di festa: 13 agosto, 16 e 30 novembre, probabilmente nel cuore della notte, in genere presso uno di quei crocicchi da Lei presieduti. Si accendevano fuochi e si celebrava la Dea con un banchetto. Anche il 16 novembre era a lei dedicato: in quell'occasione si portavano offerte di cibo ai crocicchi. Altri momenti sacri erano le notti di luna nuova.

 

HECATE E LA SOCIETA’ PATRIARCALE

Dall’avvento della società patriarcale-guerriera, segnata dalla venerazione di Zeus e degli Dei Olimpici, la triplice Dea dal potere supremo è stata poco a poco confinata nel regno delle ombre e della stregoneria.
Tale processo storico, cominciato nell’antica Grecia, continuato a Roma e poi perfezionato con il Cristianesimo istituzionalizzato, ha voluto trasformare la primordiale Dea-donna in un’entità infernale.